COVID-19: sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi

21 marzo 2020

Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18, art. 103

Con decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.70 del 17 marzo 2020, sono state dettate disposizioni finalizzate al potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19.

La sospensione dei termini dei procedimenti amministrativi

Tra le altre disposizioni emergenziali, il decreto si occupa anche dei procedimenti amministrativi, per i quali dispone la sospensione dei termini e regola gli effetti degli atti amministrativi in scadenza (art. 103).

A tal fine è disposto che nel computo dei termini relativi allo svolgimento di procedimenti amministrativi non si tenga conto del periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 15 aprile 2020 (comma 1).

Ai fini del computo dei termini ordinatori o perentori, propedeutici, endoprocedimentali, finali ed esecutivi, relativi allo svolgimento di procedimenti amministrativi su istanza di parte o d'ufficio, pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, non si tiene conto del periodo compreso tra la medesima data e quella del 15 aprile 2020.

Procedimenti e termini ai quali si applica la sospensione

La norma si applica ai procedimenti pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, siano essi promossi su istanza di parte o d'ufficio (comma 1), compresi i procedimenti disciplinari del personale delle amministrazioni pubbliche (comma 5).

E' indifferente la natura del termine: con disposizione volutamente omnicomprensiva di termini dalla natura diversa, il comma 1 dell'art. 103 specifica che si tratta dei termini ordinatori (si pensi al termine di 10 giorni, previsto dall’art. 10 bis L. n. 241/1990, per l'invio di osservazioni da parte degli interessati sui motivi ostativi comunicati dalla P.A.) piuttosto che perentori (si pensi ai termini per il pagamento dell'intera oblazione per il condono edilizio), propedeutici (si pensi al termine assegnato dal responsabile del procedimento per il deposito di osservazioni a seguito di preavviso di diniego ex art. 10-bis L. n. 241/1990) endoprocedimentali (si pensi ai termini per il deposito di osservazioni agli strumenti urbanistici in itinere), finali (si pensi al termine per il rilascio del permesso di costruire, art. 20, c. 11, D.P.R. n. 380/2001) o esecutivi (si pensi al termine per la rimozione dell'abuso edilizio e rimessione in pristino, artt. 31 e 34 D.P.R. n. 380/2001). 

E' indifferente anche la modalità con la quale il procedimento è stato avviato: che sia stato, cioè, promosso su istanza di parte piuttosto che d'ufficio.

Procedimenti con silenzio significativo

Poichè non necessariamente i procedimenti amministrativi si concludono con un provvedimento espresso (positivo o negativo), la norma opportunamente specifica che i procedimenti al termine dei quali il silenzio della pubblica amministrazione è qualificato in senso positivo (silenzio-assenso) o negativo (silenzio-diniego), i termini sono prorogati o differiti per il tempo corrispondente.

Sono prorogati o differiti, per il tempo corrispondente, i termini di formazione della volonta' conclusiva dell'amministrazione nelle forme del silenzio significativo previste dall'ordinamento.

In buona sostanza, un procedimento alla cui scadenza si forma un provvedimento di assenso (ad esempio, permesso di costruire ex art. 20, c. 8, D.P.R. 380/2001) piuttosto che di rigetto (ad esempio, accertamento di conformità ex art. 36, c. 3, D.P.R. 380/2001) vedrà sospesi i termini per la formazione del silenzio significativo i quali riprenderanno a decorrere successivamente al 15 aprile 2020 per il tempo rimanente.

Durata dei procedimenti, organizzazione delle pubbliche amministrazioni e facoltà sollecitatorie degli interessati 

Per evitare che la sospensione dei termini si risolva in una sorta di periodo feriale con differimento automatico della conclusione del procedimento, il legislatore ha previsto che le amministrazioni si organizzino in modo da assicurare in ogni caso una durata ragionevole dei procedimenti, anche sulla base di istanze - purché "motivate" - degli interessati, dando priorità ai procedimenti che presentino carattere di urgenza (c. 1).

Le pubbliche amministrazioni adottano ogni misura organizzativa idonea ad assicurare comunque la ragionevole durata e la celere conclusione dei procedimenti, con priorita' per quelli da considerare urgenti, anche sulla base di motivate istanze degli interessati.

Procedimenti esclusi

L'art. 103 esclude dalla sospensione i termini stabiliti da specifiche disposizioni del medesimo decreto-legge 18/2020, nonchè delle precedenti disposizioni urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 (comma 3).

3. Le disposizioni di cui ai commi precedenti non si applicano ai termini stabiliti da specifiche disposizioni del presente decreto e dei decreti-legge 23 febbraio 2020, n. 6, 2 marzo 2020, n. 9 e 8 marzo 2020, n. 11, nonche' dei relativi decreti di attuazione.

Sono altresì esclusi dalla applicazione del comma 1, per quanto non si tratti di termini, i pagamenti di stipendi, pensioni, emolumenti di vario tipo, indennità da ammortizzatori sociali o da prestazioni assistenziali o sociali, oltre che contributi, sovvenzioni e agevolazioni alle imprese comunque denominati (comma 4).

4. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano ai pagamenti di stipendi, pensioni, retribuzioni per lavoro autonomo, emolumenti per prestazioni di lavoro o di opere, servizi e forniture a qualsiasi titolo, indennita' di disoccupazione e altre indennita' da ammortizzatori sociali o da prestazioni assistenziali o sociali, comunque denominate nonche' di contributi, sovvenzioni e agevolazioni alle imprese comunque denominati.

Certificati e altri titoli con scadenza compresa tra il 31 gennaio e il 15 aprile

A norma del comma 2, è disposta la proroga della validità dei provvedimenti certificatori o autorizzatori in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile, restano validi fino al 15 giugno 2020.

2. Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020.

Si pensi al termine triennale di validità dei titoli edilizi (art. 15, c. 2, D.P.R. n. 380/2001) o a quelli paesaggistici (art 146, c. 4, D.Lgs. n. 42/2004).

Rilascio di immobili

A conclusione, l'ultimo comma dell'art. 103, dispone che è sospesa sino al 30 giugno 2020 l'esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche ad uso non abitativo.

6. L'esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche ad uso non abitativo, e' sospesa fino al 30 giugno 2020.

NEWSLETTER