Legge di stabilità 2016 e impianti di comunicazioni elettroniche (parte 4)

14 febbraio 2016

Determinazione della rendita catastale: circolare dell’agenzia del territorio n.6/2012

4. Determinazione della rendita catastale: circolare dell’agenzia del territorio n.6/2012. 

Nel 2012 l’Agenzia del Territorio ha affrontato la tematica della determinazione della rendita catastale delle “unità immobiliari” a destinazione speciale (D) e particolare (E).

A tale proposito risulta, anzitutto importante il preliminare esame delle caratteristiche delle “unità immobiliari”, finalizzato, da un lato a verificare l’assenza dei requisiti per l'attribuzione di una delle categorie dei Gruppi ordinari e, dall'altro, ad attribuire la categoria speciale o particolare, più rispondente, in base alle caratteristiche oggettive dell’“unità immobiliare”.

In tal senso, le “unità immobiliari” censite nelle categorie dei Gruppi D ed E sono costituite da immobili “non ordinari".

Dette “unità immobiliari” potrebbero, pertanto, essere ricomprese in diverse categorie solo a fronte di radicali trasformazioni. Con riferimento alle “unità immobiliari” ascrivibili nella categoria del Gruppo E, va ricordato che oltre al Regolamento approvato con D.P.R. n.1142/1949, la Suprema Corte, con sentenza n.23608, del 15 settembre 2008, ha precisato che le stesse unità immobiliari devono essere indicate in maniera analitica e specifica con metodo casistico che non legittima una estensione a tutti gli immobili di rilevanza pubblica.

Relativamente, invece, alle “unità immobiliari” ricomprese nel Gruppo D, indipendentemente dalla natura giuridica dei soggetti proprietari e dagli eventuali interessi pubblici perseguiti, si deve fare essenzialmente riferimento alle caratteristiche oggettive dell’unità immobiliare, che ne determinano la idoneità per le “speciali” esigenze di un’attività industriale e commerciale.

Parimenti, in coerenza con le previsioni normative, si dovrà tenere conto soprattutto della “singolarità delle caratteristiche” delle “unità immobiliari” del gruppo E, che ne impediscono oggettivamente il classamento in una categoria ordinaria o speciale.

Determinante rimane, però, definire quali siano i componenti e le installazioni che, unitamente alla mera “unità immobiliare”, concorrono alla stima catastale. In tal senso, per le “unità immobiliari” a destinazione particolare e speciale, tra le componenti oggetto della stima catastale, rilevano, oltre alle componenti edilizie in senso stretto, anche le installazioni connesse od incorporate alle medesime “unità immobiliari”, o comunque stabilmente infisse ad esse.

In tal senso, grazie agli interventi della Corte di Cassazione, si è pervenuto ad un orientamento consolidato in relazione agli impianti di produzione di energia elettrica stabilmente infissi nelle “unità immobiliari”, in particolare alle turbine delle centrali idroelettriche e degli impianti eolici.

Per le loro caratteristiche, vanno altresì inclusi nella stima catastale: gli altiforni, i grandi impianti di produzione di vapore, le dighe, i canali adduttori e di scolo, le gallerie e i grandi trasformatori nonché tutti gli impianti che configurano, nel loro complesso, parti stabilmente connesse e fisse all’”unità immobiliare”.

In sintesi, ai fini di valutare quale impianto debba essere incluso o meno nella stima catastale, si deve fare riferimento non solo al criterio dell’essenzialità dello stesso per la determinazione economica dell’unità immobiliare, ma anche alla circostanza che lo stesso sia “fisso”, ovvero stabile (anche nel tempo), rispetto alle componenti strutturali dell’unità immobiliare.

NEWSLETTER