Finanziaria 2019: auto elettriche e ibride in aree pedonali e zone a traffico limitato?

6 gennaio 2019

Legge 30 dicembre 2018, n. 145, articolo 1, comma 103

La Manovra finanziaria 2019 (legge n. 145 del 2018, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale serie generale n.302 del 31 dicembre 2018 S.O. n. 62) contiene una serie di misure per il settore dei trasporti, a partire dal bonus/malus ecologico per l’acquisto di nuovi veicoli.

Tra queste, il comma 103 dell'articolo 1 recita:

 All’articolo 7 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, dopo il comma 9 è inserito il seguente: «9-bis. Nel delimitare le zone di cui al comma 9 i comuni consentono, in ogni caso, l’accesso libero a tali zone ai veicoli a propulsione elettrica o ibrida».

Il comma 9 dell'articolo 7 del codice della strada - a cui il comma 9-bis si aggiunge -, recita:

I comuni, con deliberazione della giunta, provvedono a delimitare le aree pedonali e le zone a traffico limitato tenendo conto degli effetti del traffico sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull'ordine pubblico, sul patrimonio ambientale e culturale e sul territorio. In caso di urgenza il provvedimento potrà essere adottato con ordinanza del sindaco, ancorché di modifica o integrazione della deliberazione della giunta.
Analogamente i comuni provvedono a delimitare altre zone di rilevanza urbanistica nelle quali sussistono esigenze particolari di traffico, di cui al secondo periodo del comma 8.
I comuni possono subordinare l'ingresso o la circolazione dei veicoli a motore, all'interno delle zone a traffico limitato, anche al pagamento di una somma. Con direttiva emanata dall'Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale entro un anno dall'entrata in vigore del presente codice, sono individuate le tipologie dei comuni che possono avvalersi di tale facoltà, nonché le modalità di riscossione del pagamento e le categorie dei veicoli esentati. 

Al netto delle critiche che hanno investito la politiche per la mobilità in ordine alla riduzione da 372 milioni di euro a 2 milioni finalizzati alla realizzazione delle «autostrade ciclabili» a fronte dei 200 milioni stanziati tra 2019 e 2021 per l’acquisto di vetture elettriche, il comma 103 è stato al centro di polemiche, affacciando la possibilità che auto elettriche e ibride possano liberamente circolare tanto in zone a traffico limitato quanto in aree pedonali.

Un'analisi giuridica della disposizione è esercizio inutile, perchè la norma è stata scritta senza alcuna attenzione all’impatto che essa avrebbe avuto sulla normativa esistente, come prescrive l'Analisi dell'Impatto della Regolamentazione (AIR) (legge 28 novembre 2005, n. 246, articolo 14, e dpcm 11 settembre 2008, n. 170).

Ciò nonostante, è possibile quantomeno cercare di rispondere alle domande che più comunemente vengono poste, ossia se la norma:

  • consenta a vetture elettriche e ibride di accedere a aree pedonali e ZTL sin dal 1° gennaio 2019;
  • consenta l'accesso anche alle aree pedonali, oltre che alle ZTL;
  • debba essere letta nel senso che con l'espressione «accesso libero» si sia inteso non tanto permettere un accesso indiscriminato quanto vietare l'imposizione di una tassa d'ingresso nelle ZTL.

Tutto ciò fermo che, a fronte delle proteste, il sottosegretario  alle infrastrutture e trasporti Michele Dell’Orco ha annunciato via Twitter che la norma sarà rivista «al primo provvedimento utile».

La norma consente a vetture elettriche e ibride di accedere a aree pedonali e ZTL dal 1° gennaio 2019?

La norma utilizza l'espressione «nel delimitare le zone di cui al comma 9».

Il che a significare, nell'italiano corrente, che essa fa riferimento all'atto della pianificazione, non a ciò che è già stato pianificato.

L'accesso immediato a aree escluse dal traffico libero sembrerebbe dunque escluso.

Poichè la disposizione non contiene d'altra parte alcuna specificazione sul punto, nulla vieta di ritenere che a cittadini e a associazioni sia rimessa la facoltà di diffidare le amministrazioni locali ad adeguare le decisioni già assunte in merito e che di fronte all'inerzia di queste ci si possa rivolgere ai T.A.R. affinchè, analogamente a quanto avviene per gli ambiti territoriali rimasti privi di normazione urbanistica, impongano ai comuni di provvedere.

La norma consente l'accesso sia a aree pedonali che ZTL?

Il dubbio sorge dal fatto che la norma recita «nel delimitare le zone di cui al comma 9», mentre il comma in questione parla sia di aree (pedonali) che di zone (a traffico limitato).

Non crediamo tuttavia sia possibile sostenere una interpretazione che escluda le prime.

Vero è, infatti, che l'atto identificato è quello della delimitazione e che l'espressione "zone" è riferita universalmente al contenuto dell'atto, senza altra specificazione, che pur avrebbe potuto essere apposta.

Il fatto che le aree pedonali siano, per definizione, aree riservate ai pedoni non crediamo abbia importanza alcuna, essendo al più conferma della disattenzione con cui è stata scritta la norma.

L'espressione «accesso libero» deve intendersi riferita al divieto di imporre il pagamento di una tassa d'ingresso nelle ZTL?

Vi è chi sostiene che la norma farebbe riferimento al terzo periodo del comma 9, secondo il quale:

I comuni possono subordinare l'ingresso o la circolazione dei veicoli a motore, all'interno delle zone a traffico limitato, anche al pagamento di una somma.

Questa interpretazione non ha fondamento.

Il nuovo comma 9-bis cita espressamente l'atto della delimitazione delle zone di cui al comma 9, regolato dal primo periodo del comma, non dal terzo, che fa riferimento unicamente alla decisione di imporre una tassa d'ingresso.

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