L'informazione giuridica tra domanda e offerta

di
Redazione #PA
31 maggio 2018

"Il disordine e la confusione sono errori di progettazione, non attributi delle informazioni" [Edward Tufte]

h 15.00 - 17,00


Chi c'era

  • Giovanni Acerboni, linguista, Writexp s.r.l.;
  • Serena Bolcano, Responsabile Marketing, studio Corno - CIS Centro Studi di Impresa;
  • Giovanni Frassi, Ovosodo s.r.l.;
  • Riccardo Marletta, Studio Belvedere Inzaghi & Partners – BIP;
  • Guglielmo Saporito, Studio Legale Saporito;
  • Francesca Savona, Chief Publishing Officer, Dott. A. Giuffrè Editore S.p.A.;
  • Ruggero Tumbiolo, Studio Legale Marcinkiewicz - Patelli - Tumbiolo & Associati.

Di cosa abbiamo parlato

Come viene concepita e gestita l'informazione giuridica in Italia tra case editrici, riviste di settore, siti internet degli studi legali e professionisti? Cosa gli uni si aspettano dagli altri?

L'impressione è che ci sia una prevalenza quantitiva, ma indistinta, dell'offerta rispetto ad una domanda che viene modulata sulla scorta delle esigenze del momento, a seconda che si tratti di mero aggiornamento piuttosto che di ricerche generate dalle scadenze processuali.

Tutti noi  veniamo giornalmente sommersi da comunicazioni contenenti informazione giuridica: la lettura delle newsletter mattiniere necessita di un tempo che non disponiamo. Vorremmo trovare immediatamente le rilevanze informative che ci servono, ma d'altro canto le case editrici (e così i siti degli studi professionali) non possono conoscerle così nel dettaglio.

Quando poi accediamo all'informazione estesa, è impressione diffusa che le tecniche di scrittura delle pubblicazioni online spesso replichino quelle delle pubblicazioni cartacee, dimenticando che l'informazione digitale necessita di altre strategie, mirate a catturare e mantenere l'attenzione del lettore nella misura in cui non possono contare sull'ampiezza della disponibilità visiva della carta stampata e della naturale non linearità della lettura umana. 

Di fronte ad uno scritto correttamente impaginato e ad un carattere scorrevole, si attivano infatti meccanismi di lettura veloce che, se è vero che portano il lettore a saltare singoli caratteri, parole e frasi, è altresì vero che nelle poche decine di caratteri disponibili su un device mobile non possono operare, necessitando così di tecniche compositive e grafiche che mantengano alta l'attenzione del lettore.

Abbiamo parlato di questo in un incontro con case editrici, professionisti, autori di pubblicazioni, web agency, linguisti e responsabili della comunicazione di studi strutturati.

L'incontro, strutturato in forma di forum non aperto al pubblico, si è tenuto presso lo studio Spallino-Mauri in via Volta 66, Como.

Di seguito una sintesi degli interventi.

Cosa è stato detto

Lorenzo Spallino

Analisi di un caso di informazione giuridica: la notizia della modifica delle tabelle delle tariffe forensi nella newsletter di una dei principali riviste giuridiche telematiche. Agli occhi dell’avvocato, la modifica delle tabelle è la notizia del giorno, ha un impatto immediato sulla sua attività. Già nel titolo/oggetto della newsletter, tuttavia, la modifica delle tabelle è unita ad altre notizie che non hanno pari rilievo. Andando al testo della newsletter, la notizia è “persa” tra altri elementi (notizie, pubblicità e altro ancora) e non è di immediata percezione.

La notizia della modifica delle tabelle è introdotta da un titolo e da una sorta di abstract, generato automaticamente, che nel caso di specie non arriva al punto della notizia, non dà un’indicazione di massima del fatto rilevante, ma è come una frase introduttiva interrotta casualmente. Aprendo la notizia, si viene rinviati ad una pagine web con l’articolo esteso. Aperto su dispositivo mobile, l’articolo risulta illeggibile, satura lo schermo.

D’altra parte, i dati raccolti dal sito dello studio (confermati anche dall’editore Giuffré con riferimento ai propri portali) indicano una netta prevalenza di lettura degli articoli da pc piuttosto che da smartphone o tablet. Aprendo l’articolo sul sito da pc, l’utente si ritrova in una pagina in cui si possono contare 19 contenuti informativi (pubblicità, rinvii ad altri articoli, trend del giorno ecc.), tra i quali la notizia di interesse non ha una centralità. Analizzando il testo della notizia, si nota che non vengono indicati/commentati i nuovi parametri: è una notizia generica, l’informazione vera, d’interesse, non c’è.

Altro spunto di riflessione è la mancanza di interattività: il sito offre la possibilità di commentare, ma sono solo commenti tra utenti. Sarebbe molto più d’interesse per il fruitore professionale della newsletter una chat con l’autore dell’approfondimento.

Specifica Francesca Savona che nella prima informazione, quella delle newsletter “generaliste” in cui si cerca di dare una notizia per i principali campi del diritto così da poter raggiungere tutti i professionisti, l’autore è interno alla redazione del sito e l’obiettivo è dare uno spot della notizia di giurisprudenza o della novità normativa. L’idea di una chat con l’autore è quindi ipotizzabile in riferimento agli articoli di approfondimento, dove chi scrive è un esperto del settore.

Altra riflessione riguarda il fatto che spesso le newsletter inviano ai propri utenti massime di giurisprudenza, che, di per sé, dicono poco. All’utente professionale non interessa il principio di diritto, ma la sua contestualizzazione; interessa comprendere perché la sentenza è importante, il che presuppone anche una selezione del materiale realmente d’interesse.

Francesca Savona

Collegandosi all’idea della chat con l’esperto, porta l’esperienza dell’editore Giuffré, che offre un servizio al professionista per porre dei quesiti; ogni quesito scritto riceve una risposta a distanza di due-tre giorni a firma di un esperto del settore.

Un servizio simile è realizzato anche per il target “consumer” in collaborazione con lastampa.it (I tuoi diritti): si raccolgono le domande degli utenti, si fa una selezione di quesiti e casistiche e viene prodotto un video in cui un esperto del settore risponde.

Lo sviluppo di tali strumenti non è comunque semplice, specie se gli utenti sono avvocati, i quali mostrano una certa resistenza al confronto e alla richiesta di consulenza ad un collega, specie se attuata attraverso un canale informatico.

Quanto alle newsletter, quelle quotidiane sono generaliste: lo scopo è dare, giorno per giorno, almeno una notizia per ciascuno dei principali campi del diritto, anche quando la notizia non c’è; in questo caso ci si “accontenta” di segnalare decisioni anche poco significanti che si appellano a principi pacifici.

Altre sono più specialistiche e generalmente più curate. Nel caso di Giuffré sono differenziate per target professionale e collegate ai portali tematici dei vari campi del diritto; vengono inviate agli utenti con cadenza settimanale.

Giuffré ha inoltre uno strumento che mette in relazione il software gestionale di studio con i documenti di BancaDati (Atto facile); tale strumento consente, tra l’altro, la verifica degli estremi normativi e giurisprudenziali dell’atto ed è in grado di inviare alert all’utente nel caso in cui ci siano state modifiche.

Giovanni Acerboni

Si chiede se gli editori sono sicuri che il professionista voglia l’informazione generalista. Emerge che l’interesse dei professionisti è verso un’informazione più vicina alle proprie esigenze e al proprio settore di specializzazione e, tendenzialmente, più autorevole. Siti e newsletter generalisti sembrano avere come target il cliente finale, che cerca in rete risposte accessibili ai propri quesiti.

Lorenzo Spallino

Porta l’esempio di altra newsletter diffusa tra gli avvocati amministrativisti (Norma). Il servizio è a pagamento e l’utente seleziona le aree tematiche d’interesse, così da ricevere solo le notizie pertinenti al proprio settore. La newsletter riporta il titolo della notizia, il riferimento alla sentenza o al provvedimento normativo e un abstract il cui testo non è troncato e consente un primo inquadramento, generale ma comprensibile, della notizia. 

Accedendo alla notizia, si nota che ci si muove in un ambito culturalmente ancora molto vicino all’informazione giuridica cartacea. Dopo il titolo e il sottotitolo, vi è un breve commento firmato alla sentenza, seguito dalla massima, dai riferimenti normativi e dall’elenco dei precedenti conformi e difformi (ma non c’è un link al testo) e il provvedimento completo.

Guglielmo Saporito

L’informazione giuridica che interessa maggiormente al professionista è quella che riporta le ultime novità, è quella più aggiornata. Esempio in tal senso è Lexitalia, che è uno degli strumenti più aggiornati: se si vuole accedere ai contenuti occorre sottoscrivere un abbonamento, mentre la versione gratuita informa solo sul tribunale che ha emesso la sentenza, la data e l’argomento.

Altro esempio è il sito sospensiveonline.it, curato dallo stesso avv. Saporito, che strategicamente si riferisce solo ai provvedimenti cautelari amministrativi. Questo perché, per l’esigenza di celerità che deve contraddistinguere l’informazione giuridica rivolta al professionista, i provvedimenti cautelari sono quelli temporalmente più vicini ai fatti e ai provvedimenti oggetto di ricorso.

I provvedimenti inseriti nel sito vengono catalogati in base all’argomento trattato e all’esito (accoglie/respinge), ma il motore di ricerca permette di selezionare il materiale di interesse anche secondo altri parametri, come, ad esempio, il nome dell’estensore. All’interno dei provvedimenti vengono poi evidenziati i passi di maggior interesse, che riguardano il merito della vertenza. 

Non vi è alcun commento a margine del provvedimento: la notizia deve essere riportata fedelmente senza alcuna alterazione del testo (sia che si tratti di una sentenza, sia che si tratti di una norma). La fase di interpretazione è successiva: in sede di prima divulgazione della novità giurisprudenziale o normativa, la fedeltà al testo deve essere assoluta.

Ruggero Tumbiolo

Porta l’esempio del sito della Camera amministrativa dell’Insubria.

Anche in questo caso si è puntato all’immediatezza dell’informazione, alla segnalazione delle notizie più recenti. Ci si limita a dare un flash della decisione o della novità normativa, con i riferimenti e il link al testo ufficiale.

Francesca Savona

Propone una carrellata dei prodotti digitali Giuffré, per dar conto dei diversi livelli di informazione giuridica.

Diritto e Giustizia: è un quotidiano, conserva uno standard generalista (per quanto di qualità) e di prima lettura delle novità giurisprudenziali e normative in tutti i settori.

I portali tematici (Il penalista, L’amministrativista, Il fallimentarista ecc.): il taglio è specialistico. Agli utenti viene inviata una newsletter settimanale con le novità e gli articoli di maggiore interesse. Esistono format diversi per esigenze diverse: informazione, approfondimento, operatività, formazione. All’interno di tali portali è stato creato lo strumento della Bussola: parole chiave che rinviano ad articoli di dottrina, novità giurisprudenziali e testi normativi sul tema. Nate come guide di approfondimento, si è constatato che tali strumenti vengono in realtà utilizzati in sede di prima ricerca, vengono immediatamente interrogati per trovare la risposta necessaria al professionista.

De Jure: è una banca dati; è il professionista che ricerca quanto di suo interesse (giurisprudenza, normativa, commenti).

Giovanni Acerboni

Quanto detto porta ad osservare come la fonte (sentenza o norma) è intoccabile ed è in sé notizia. Ciò premesso, l’informazione giuridica si muove tra l’esigenza di sapere, ossia trovare la notizia, e l’esigenza di capire, ossia trovare il commento che approfondisce la notizia. Tra gli esempi visti, Giuffré riesce a fare un po’ tutto insieme: informazione immediata, novità, le fonti, il commento. Gli altri esempi si concentrano su un aspetto: chi predilige la notizia fresca, chi preferisce l’approfondimento. 

In tutti i casi, comunque, si cerca di mettere ordine al caos di informazioni che ci circonda.

Francesca Savona

Evidenzia come i portali Giuffré sono costruiti secondo una logica di navigazione, che permette di passare, ad esempio, dalla notizia, alla fonte, al commento.

Spesso vengono invece utilizzati come strumenti di ricerca, ossia per dare risposta al quesito specifico; logica che rappresenta una sorta di deviazione, che deriva da Google.

Guglielmo Saporito

Rileva come le Bussole Giuffré consentano una ricerca basata su un elenco alfabetico.

Dal problema, spesso complesso e che potenzialmente coinvolge più ambiti, bisogna risalire alla lettera dell’alfabeto corrispondente alla parola-chiave che consente di accedere alle risorse rilevanti per la ricerca, sperando di non sbagliare. Bisognerebbe realizzare dei grafi, una mappa, per agevolare la ricerca. Un’agevolazione alla ricerca delle notizie rilevanti potrebbe essere l’apertura di siti specifici, dedicati ad un solo argomento, anche perché (aggiunge Lorenzo Spallino) Google è talmente specifico nella ricerca che la parcellizzazione del sapere premia.

Un nuovo settore di sviluppo per l’informazione giuridica potrebbe essere quello legato al monitoraggio della giurisprudenza comunitaria che, in quanto tale, ha rilevanza in tutta Europa.

Quali le prospettive future? Gli editori che si occupano di informazione giuridica potrebbero trasformarsi in piattaforme di servizi, attraverso le quali il cliente legge le notizie, si informa in relazione alle sue necessità e può contattare il professionista, la cui specializzazione potrebbe essere certificata dal medesimo portale.

Giovanni Acerboni

L’interesse all’informazione non è una questione di cultura, ma soprattutto di valore azionale. L’informazione è di qualità se è utile, ossia se il destinatario capisce come può utilizzarla e tornargli utile.

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