Scrivere meno, scrivere meglio, scrivere per il lettore.

di
Redazione #PA
31 dicembre 2020

I buoni proponimenti per il nuovo anno della redazione di #PA

Scrivere meno, scrivere meglio

Da quando, nel 2018, abbiamo creato #PA, ci siamo posti come obbiettivo di scrivere di diritto sì, ma in modo comprensibile e in qualche modo cercando di stimolare la curiosità del lettore a un mondo che, diciamocelo, di suo non è che faccia molto per essere attraente.

In un ambiente, quello dell'informazione giuridica online, caratterizzato da una sovrabbondanza di contenuti - in cui sembra che la velocità, l'essere i primi, sia la carta vincente - abbiamo cercato di pubblicare articoli dai contenuti innovativi ma ragionando sul panorama in cui si collocano.

Questo richiede tempo, una risorsa che al giorno d'oggi sembra scarseggiare anche se nessuno sembra porre attenzione al fatto che ricevere decine di newsletter nella casella di posta pone un problema: che non c'è, anche volendo, il tempo di leggerle.

Più articoli, più velocemente? Anche no.

Il Covid ha caratterizzato un anno in cui l'informazione online ha spopolato: piccoli e grandi quotidiani hanno sfoderato numeri da record.

L'accesso alla rete è semplicemente esploso: il connubio tra confinamento e modalità comunicative di chi governa hanno creato un sistema in cui l'offerta ha stimolato la domanda.

Che la gente trovi le risposte non sembra però essere la preoccupazione fondamentale di chi fa informazione: il sospetto è il ritorno pubblicitario generato dalle pagine visitate sia ciò a cui ci si debba in qualche modo attenere. 

Anche l'informazione giuridica non sfugge alla regola: gli algoritmi dei motori di ricerca sono sempre più raffinati e pervasivi, tanto da fare concorrenza ai contenuti a pagamento e alle banche dati. E quindi più articoli, più velocemente.

Scrivere meno non significa avere meno visitatori

Nel 2019 pubblicammo 16 articoli su #PA.

Alla fine dell'anno contammo 26.846 utenti unici (se tornate più volte, ne contiamo una sola), di cui 26.808 nuovi, per 40.377 pagine visitate e 51 secondi di sessione media (forse vi abbiamo fatto trovare subito quello che cercavate).

[dati Analytics per www.dirittopa.it 1.1.2019-31.12.2019]

Nel 2020 abbiamo pubblicato ancora meno: 13 articoli invece dei 16 dell'anno prima.

Siete arrivati in 62.658, di cui 61.975 nuovi, per 89.435 pagine visitate.

[dati Analytics per www.dirittopa.it 1.1.2020-30.12.2020]

Il 231% di nuovi utenti e il 221% di pagine visitate in più.  Con meno articoli.

Scrivere bene non basta: bisogna farsi trovare

Perché scriviamo è una domanda che ha molte risposte: per i professionisti è spesso un modo di farsi conoscere o di consolidare il proprio brand. In questo la rete è quanto di più democratico ci sia.

La potenza degli algoritmi non è un male in sé. Una pagina ben strutturata secondo la sintassi html, con una corretta collocazione delle parole chiave tra titolo principale, sottotitoli e testo, ha buone possibilità di essere digerita da Google e di comparire tra le prime nei risultati di ricerca. 

E chi pubblica vuole solo questo perchè, diciamo la verità, quasi nessuno legge oltre la decima posizione.

Fonte: https://www.seozoom.it/ctr-organico-nuovo-studio-sul-valore-del-ranking-su-google/ 

Scrivere meglio, scrivere per il lettore

A questo punto varrebbe la pena chiederci per chi scriviamo: la risposta è che non scriviamo per noi, ma per il lettore.

E quindi dobbiamo rispettarne la lingua e la sensibilità. Anche quando scriviamo di diritto, dobbiamo permettergli di capire di cosa parliamo, condurlo per mano nel ragionamento, non dare nulla di scontato, farlo arrivare alle conclusioni prima di offrirgli le nostre.  Questo abbiamo cercato di fare in quasi tre anni e abbiamo la presunzione di pensare che i numeri ci diano ragione.

Cercheremo di farlo ancora e ancora meglio nel nuovo anno, sempre con il vostro aiuto.

Un Buon Anno a tutti!

La redazione di #PA

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